Nietzsche - La teoria dell’eterno ritorno - la volontà di potenza
L’ultima fase della filosofia di Nietzsche, si prospetta una via di uscita dal nichilismo.Si assiste all’avvento dell’oltreuomo, cioè di colui che è in grado di accettare le implicazioni della «morte di Dio» e soprattutto il pensiero dell’«eterno ritorno dell’uguale».
Si tratta dunque di trovare la forza per affrontare il niente, il nichilismo radicale del mondo privo di Dio e dei valori. L’uomo si trova di fronte a infinite possibilità di senso, al moltiplicarsi delle interpretazioni del mondo e, dunque, alla scelta e alla
responsabilità.
L’oltreuomo non è un essere di razza superiore, e neppure un uomo appartenente a un’élite. E' un uomo nuovo, che è in grado di riconoscere e accettare il crollo di ogni principio assoluto e di ogni certezza. Un essere libero, che agisce trovando in se stesso le ragioni e le risorse per condurre la propria vita. Il suo avvento viene annunciato dal profeta Zarathustra, che indica l’ora della sua venuta come quella del «meriggio», l’istante senza ombre, ed egli è simbolicamente raffigurato come un fanciullo ridente, circondato di luce.
2. Come opera la volontà di potenza in relazione al tempo passato?
3. Quale nuova concezione dei valori si afferma con l’ultima riflessione di Nietzsche?
L’oltreuomo non è un essere di razza superiore, e neppure un uomo appartenente a un’élite. E' un uomo nuovo, che è in grado di riconoscere e accettare il crollo di ogni principio assoluto e di ogni certezza. Un essere libero, che agisce trovando in se stesso le ragioni e le risorse per condurre la propria vita. Il suo avvento viene annunciato dal profeta Zarathustra, che indica l’ora della sua venuta come quella del «meriggio», l’istante senza ombre, ed egli è simbolicamente raffigurato come un fanciullo ridente, circondato di luce.
1. In che cosa consistono le capacità dell’«oltreuomo» nietzscheano?
L’oltreuomo è colui che è capace di sopportare l’idea dell’«eterno ritorno dell’uguale». Si tratta di un concetto fondamentale nella teoria di Nietzsche; sostanzialmente consiste nell’ipotesi che la storia sia un grande circolo, in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono destinati a ripetersi e a ritornare eternamente.
L’oltreuomo è colui che è capace di sopportare l’idea dell’«eterno ritorno dell’uguale». Si tratta di un concetto fondamentale nella teoria di Nietzsche; sostanzialmente consiste nell’ipotesi che la storia sia un grande circolo, in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono destinati a ripetersi e a ritornare eternamente.
2. Quale rapporto sussiste tra “essere” e “senso” nella cultura occidentale
tradizionale criticata da Nietzsche?
Nella concezione lineare del tempo, il passato, il presente e il futuro si susseguo no uno dopo l’altro, in modo irripetibile, e ogni istante ha senso soltanto in funzione degli altri. Il compimento del senso della vita è rimandato al futuro (l’aldilà ultraterreno, nella religione cristiana), si vive sempre in un’ottica di là da venire, aspettando un appagamento e una felicità continuamente differiti.
Nella concezione lineare del tempo, il passato, il presente e il futuro si susseguo no uno dopo l’altro, in modo irripetibile, e ogni istante ha senso soltanto in funzione degli altri. Il compimento del senso della vita è rimandato al futuro (l’aldilà ultraterreno, nella religione cristiana), si vive sempre in un’ottica di là da venire, aspettando un appagamento e una felicità continuamente differiti.
3. Perché soltanto un «oltreuomo» potrebbe accettare serenamente una prospettiva
circolare del tempo?
Nella concezione ciclica del tempo, la storia è un grande circolo in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono desti nati a ripetersi e a ritornare eternamente. Può essere sopportata solo un uomo che si è riconciliato con la propria essenza e che ha superato la condizione risentita e mediocre tipica della cultura occidentale.
Nella concezione ciclica del tempo, la storia è un grande circolo in cui tutti i fatti e gli avvenimenti sono desti nati a ripetersi e a ritornare eternamente. Può essere sopportata solo un uomo che si è riconciliato con la propria essenza e che ha superato la condizione risentita e mediocre tipica della cultura occidentale.
La teoria dell’eterno ritorno risulta
strettamente intrecciata a un altro importante concetto
della filosofia nietzscheana, che domina negli ultimi
scritti dell’autore: quello della volontà di potenza.
1. In che senso la volontà di potenza è “creatrice”?
Per Nietzsche, l’essenza stessa della vita, la quale si caratterizza come impulso a crescere e a volere sempre di più. La sua attività si manifesta in un’a zione creatrice del significato del mondo e del valore delle cose, di cui l’oltreuomo è l’espressione più compiuta, essendo il supremo artista: egli, superando il nichilismo, si assume la responsabilità di offrire nuovi significati, nuove prospettive, nuovi valori, non più intesi come principi e parametri assoluti («trasvalutazione dei valori»), ma come libere manifestazioni della vita.
Per Nietzsche, l’essenza stessa della vita, la quale si caratterizza come impulso a crescere e a volere sempre di più. La sua attività si manifesta in un’a zione creatrice del significato del mondo e del valore delle cose, di cui l’oltreuomo è l’espressione più compiuta, essendo il supremo artista: egli, superando il nichilismo, si assume la responsabilità di offrire nuovi significati, nuove prospettive, nuovi valori, non più intesi come principi e parametri assoluti («trasvalutazione dei valori»), ma come libere manifestazioni della vita.
2. Come opera la volontà di potenza in relazione al tempo passato?
3. Quale nuova concezione dei valori si afferma con l’ultima riflessione di Nietzsche?



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