Nietzsche

 


Nietzsche nasce a Röcken in Sassonia nel 1844. compie gli studi universitari a Bonn e a Lipsia e nel 1869 viene chiamato a occupare la cattedra di filologia classica presso l’Università svizzera di Basilea. A causa di forti mal di testa e dolori agli occhi, nel 1879 si dimette dall’università e trascorre una vita irrequieta, fatta di impegno nella scrittura filosofica e di viaggi per l’Europa alla ricerca di un benessere fisico che non arriverà mai. Dopo anni di delusione e di sconforto, la vita di Nietzsche sfocia nel la pazzia. Muore a Weimar nell’agosto del 1900.

Nietzsche è l’interprete più acuto della crisi della civiltà occidentale, quale si viene delineando tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.  Manifesta insofferenza per gli esiti banalizzanti della società di massa, quel tipo di società in cui le masse assumono un ruolo sempre più determinante nella vita politica e sociale, ma risultano anche caratterizzate da una crescente omologazione e dalla possibilità di manipolazione.

La produzione nietzscheana viene solitamente suddivisa in tre fasi:
 1. la fase filologico-romantica, che trova la sua massima espressione in La nascita del la tragedia dallo spirito della musica e nelle Considerazioni inattuali;
 2. la fase illuministico-critica, di cui ricordiamo Umano, troppo umano e La gaia scienza
 3. la fase dell’«eterno ritorno» e della «volontà di potenza», che si concretizza in opere come Così parlò Zarathustra, il libro più famoso dell’autore ( è un racconto allegorico, ricco di immagini e parabole, scritto sul modello del Vangelo, del quale riprende alcune formule per introdurre le verità più importanti), e nel progetto, non portato a termine,  intitolato La volontà di potenza (una rielaborazione dei materiali inediti del filosofo).

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