Nietzsche - La filosofia del mattino - La morte di Dio
La seconda fase del pensiero di Nietzsche, definita “illuministica” in quanto dominata da un atteggiamento critico e decostruttivo, volto a mettere in risalto l’illusorietà delle concezioni metafisiche e morali elaborate dall’umanità. Tale fase culmina nell’annuncio della «morte di Dio», cioè nel crollo di tutte le certezze e i valori tradizionali.
Nietzsche si convince che anziché recuperare l’epoca tragica dei Greci, sia preferibile assecondare la tendenza alla razionalizzazione e alla demolizione dei vecchi valori metafisici propria della cultura europea, portando così a piena maturazione il nichilismo.
1. Quali sono gli aspetti che Nietzsche apprezza della scienza?
Esalta lo spirito critico e libero della scienza, intesa non tanto come insieme di conoscenze certe e incontrovertibili ma come metodo in
grado di emancipare l’uomo dalla menzogna e dalle false credenze. Non a caso tale
periodo del pensiero è definito anche “illuministico”.
Chi ritiene di possedere la verità s’inganna; non esiste un’unica interpretazione valida
della realtà, perché ogni conoscenza presuppone sempre un particolare punto di vista e
non possiamo sottrarci alla possibilità che il mondo racchiuda «interpretazioni infinite».
La filosofia deve dunque chiarire come le visioni del mondo
non siano altro che espressione di interessi, bisogni e desideri del tutto umani e materiali; per questo è definita «filosofia del mattino»: consente di liberare gli uomini dalle
«tenebre del passato». Alla fine dell’indagine di Nietzsche, sotto i colpi martellanti del
la critica, sarà evidente che il mondo creato dai metafisici è soltanto illusione.
2. In che senso Nietzsche afferma che le costruzioni teoriche della morale, della
filosofia e della scienza hanno un’origine «troppo umana»?
Le grandi costruzioni teoriche della morale, della filosofia e
della scienza non sono altro che un’invenzione consolatoria di chi è in cerca di rassicurazione, non potendo tollerare la profonda sofferenza derivante dal disordine, dall’insensatezza e dall’irrazionalità dell’esistere.
3. Perché per il filosofo gli uomini hanno sentito l’esigenza di immaginare un «mondo
vero» contrapposto a quello «apparente»?
L'uomo a sviluppato l'idea di un mondo vero e perfetto per proteggersi dal caos. La figura di Dio viene classificata come una menzogna necessaria (funzione storica: rassicurare gli uomini, renderli in grado di affrontare la durezza della vita).
Secondo il filosofo è giunto il tempo di fare a meno di Dio. L'estremo nichilismo è la morte di Dio, sotto la forza spregiudicata della ragione gli uomini hanno perso un punto fermo di riferimento, questo a generato la nascita di nuovi miti: la scienza, il progresso, lo stato sociale.
1. In che modo gli uomini deboli si servono della morale?
Secondo Nietzsche mai nessuno si è posto il
problema di capire da dove derivino i nostri pregiudizi morali, quale origine abbiano
propriamente i nostri concetti di bene e di male e quale valore attribuire loro. Studiando l’origine psicologica dei comportamenti etici e delle idee morali, conclude che la morale è fondamentalmente uno strumento di dominio, che serve a un gruppo di uomini per soggiogare gli altri: agli uomini “forti” per sottomettere i “deboli”, ma anche agli uomini “deboli” per sottomettere i più “forti”.
La morale degli schiavi: è la morale del risentimento, prodotta da uomini mediocri, incapaci e repressi. Essi sono sopraffatti dall’invidia: non potendo essere eroici, si rivalgono imponendo a tutti i propri meschini principi, ossia povertà, obbedienza, ascetismo, negazione della sessualità e sacrificio della gioia di vivere.
2. Da quali valori è dominata la società occidentale secondo Nietzsche?
La società contemporanea è per Nietzsche dominata da valori “antivitali” ed è una società conformista e omologata.
Contrapposta alla morale degli schiavi Nietzsche individua la morale dei signori, espressione di un’aristocrazia che esaltava i valori della forza, della salute, della gioia, della fierezza. Questa morale è stata cancellata dall’avvento del la religione ebraico-cristiana, che al guerriero sostituisce la figura del sacerdote. Il guerriero amava le virtù del corpo; il sacerdote quelle dello spirito.
3. A chi deve essere attribuita la decadenza morale del mondo contemporaneo?
Il cristianesimo, ha creato una massa di persone risentite e represse, che proprio per la loro profonda frustrazione si sono rivelate spesso, nel corso della storia, dispotiche, aggressive e spietate. L’invettiva di Nietzsche non è rivolta contro la figura di Cristo bensì contro la Chiesa e i suoi rappresentanti, che hanno svalutato il corpo rispetto allo spirito e hanno promosso un tipo di morale ascetica, antivitale e decadente.
Nietzsche, annuncia l’avvento del nichilismo, cioè la scomparsa di ogni punto di riferimento o verità assoluta a cui appoggiarsi. Si tratta di una prospettiva devastante, ma che in qualche modo non costituisce il destino ultimo dell’uomo. Se si ammette, infatti, che nessuna verità può essere assola, perché le sue origini sono «umane», si può provare lo sgomento del nulla, ma anche l’ebbrezza della libertà, della creatività: tutto diventa di nuovo possibile.



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