Karl Marx - nascita del Manifesto del partito comunista
Nato a Treviri (Prussia) nel 1818. A Parigi instaura una solida amicizia con Engels. Espulso dalla Francia nel 1845 si trasferisce a Bruxelles. Elabora con Engels il Manifesto del Partito Comunista. 1864 a Londra redige lo statuto dell' "Associazione internazionale dei lavoratori" (Prima Internazionale) di cui diventa dirigente. Muore a Londra nel 1883.
Tra il 1841 e il 1846 Karl Marx prende le distanze da Hegel, seppur inizialmente aveva con molte riserve aderito al gruppo dei giovani hegeliani. DI Hegel apprezza l'idea che la storia sia un frutto di un processo dialettico ma rifiuta la riduzione del reale all'ideale e la visione astratta tipica del suo sistema.
Nel 1845 con le Tesi su Feuerbach prende le distanze anche da questo, riconoscendogli il merito di aver riportato la filosofia su un terreno concreto e di aver spostato l'attenzione sull'uomo e i suoi aspetti naturali.
Il Manifesto del Partito Comunista (Manifest der Kommunistischen Partei) pubblicato a Londra in tedesco da Marx e Engels, composto fra il 1847 e il 1848 per incarico della Lega dei comunisti (già Lega dei giusti). Rappresenta una delle opere più importanti del marxismo, dove diviene esplicito l'intento comunista di abbattere il dominio della borghesia per fondare una società nuova senza classi.
Dopo una breve Prefazione, famosa per la frase di apertura («uno spettro si aggira per l’Europa – lo spettro del comunismo»), l’opera si articola in quattro sezioni. Nella 1a, Borghesi e proletari, si espone una interpretazione della storia umana come storia di lotte di classi sociali, e si descrive l’epoca moderna come l’ultima fase di questo ciclo secolare, caratterizzata dalla lotta fra borghesi e proletari. Nella 2a sezione, Proletari e comunisti, il Partito comunista si presenta come l’unico e vero rappresentante degli interessi del proletariato. Nella 3a sezione, Letteratura socialista e comunista, si prendono le distanze dagli altri movimenti di ispirazione proletaria. La 4a sezione, Posizione dei comunisti di fronte ai diversi partiti di opposizione, afferma sostanzialmente che per motivi «tattici» i comunisti appoggeranno qualsiasi movimento che combatta l’ordine costituito.



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