Feuerbach - Naturalismo antropologico

 


Nato a Landshut (Germania) nel 1804. Studia filosofia a Berlino, dove segue le lezioni di Hegel. In seguito al fallimento della fabbrica della moglie si trasferisce a Norimberga dove muore nel 1872 in condizioni di estrema povertà.

Benché affascinato da Hegel, determina una idea propria di uomo concreto (non soggetto spirituale del Romanticismo, non quello razionalista dell'Illuminismo), una figura che ha la sua essenza nella corporeità e nella materia. Per questo la riflessione di Feuerbach, si concentra sull'umanità, intesa come insieme di esseri naturali, inseriti in una comunità sociale con specifici bisogni materiali. L'attenzione alle condizioni di vita vengono considerate fondamentali per il miglioramento della società.  Sviluppa quindi un materialismo naturalistico, secondo cui a fondamento di ogni cosa bisogna porre la natura (bisogno). 

Il problema principale, secondo il filosofo, è la liberazione dell'uomo dai vincoli, a partire da quello religioso che lo rende dipendente da una potenza superiore (divinità). Ciò che nella natura umana è nobile viene posto al di fuori mentre si conservano le caratteristiche negative (imperfezione, disposizione al peccato, impotenza). Questa scissione viene definita "alienazione", l'uomo aliena la propria essenza proiettando i suoi attributi positivi ad un essere trascendentale ritrovandosi impotente e sottomesso.

Solo liberandosi dalla religione, l'uomo potrà recuperare la piena consapevolezza del suo potenziale. L'ateismo diventa presupposto dell'emancipazione dell'umanità. 

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